Partita IVA Parrucchiere: guida completa per iniziare senza errori

• Attrezzature professionali per parrucchiere con Partita IVA

In breve

Aprire la Partita IVA Parrucchiere è necessario quando l’attività viene svolta in modo abituale, autonomo e organizzato. Prima di iniziare, però, non basta richiedere la posizione fiscale. È necessario verificare l’abilitazione professionale, individuare il responsabile tecnico, iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese e alla Gestione Artigiani INPS, presentare la SCIA al SUAP e scegliere il regime fiscale più adatto. Con la classificazione ATECO 2025, il codice aggiornato è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri. Il regime forfettario può essere conveniente per chi parte con costi contenuti, mentre un’attività con affitto, lavori, attrezzature e personale richiede una valutazione più approfondita. Inoltre, bisogna considerare contributi, spese amministrative e investimenti iniziali. Business Solutions Lab supporta parrucchieri e acconciatori nell’apertura della Partita IVA, nella scelta del regime fiscale e nella gestione contabile, previdenziale e amministrativa dell’attività, offrendo assistenza continua durante ogni fase della crescita professionale.

Indice argomenti

Vuoi aprire un’attività come parrucchiere? Scopri quando serve la Partita IVA, quale codice ATECO utilizzare, quali sono gli adempimenti necessari, il regime fiscale più adatto e gli errori da evitare per iniziare nel modo corretto.

Partita IVA Parrucchiere: quando serve e come iniziare nel modo corretto

Hai esperienza in salone, una clientela che inizia a cercarti direttamente e la voglia di costruire qualcosa di tuo? Allora probabilmente stai pensando di lavorare in autonomia oppure di aprire un salone di parrucchiere.

Prima di scegliere il nome dell’attività, comprare le attrezzature o pubblicare il primo contenuto su Instagram, però, devi occuparti della parte meno creativa ma più importante: aprire correttamente la Partita IVA Parrucchiere.

Non si tratta soltanto di ottenere un numero dall’Agenzia delle Entrate. Devi scegliere il codice ATECO aggiornato, verificare i requisiti professionali, iscriverti agli enti corretti e capire quale regime fiscale può funzionare davvero per il tuo progetto.

Inoltre, c’è una precisazione importante: dal punto di vista fiscale e amministrativo, il parrucchiere autonomo viene normalmente inquadrato come imprenditore artigiano, non come libero professionista. Di conseguenza, gli obblighi sono diversi rispetto a quelli di un consulente o di un professionista senza organizzazione d’impresa.

Quando serve aprire la Partita IVA a un parrucchiere

La Partita IVA serve quando l’attività viene svolta in modo abituale, continuativo e organizzato.

Quindi, non conta soltanto quanti clienti hai o quanto incassi. Ciò che conta davvero è il modo in cui lavori.

In generale, devi valutare l’apertura della Partita IVA se:

  • ricevi clienti direttamente e con una certa regolarità;
  • lavori in autonomia all’interno di un salone;
  • gestisci una postazione in affitto o in affido;
  • offri servizi a domicilio in modo organizzato;
  • promuovi stabilmente la tua attività attraverso social, sito web o pubblicità;
  • apri e gestisci un tuo salone.

 

In pratica, se non stai svolgendo una prestazione isolata, ma stai costruendo una vera attività, non puoi basarti sulle ricevute occasionali.

La famosa soglia dei 5.000 euro non stabilisce quando nasce l’obbligo di aprire la Partita IVA. Riguarda principalmente alcuni aspetti contributivi del lavoro autonomo occasionale, mentre la necessità della Partita IVA dipende soprattutto dall’abitualità e dall’organizzazione dell’attività.

Leggi anche l’articolo: A chi serve aprire la Partita IVA

Come aprire la Partita IVA Parrucchiere

Aprire la Partita IVA come parrucchiere richiede più passaggi rispetto all’apertura di una semplice attività professionale.

Infatti, stai avviando un’impresa artigiana. Per questo motivo, la pratica deve coordinare gli adempimenti fiscali, previdenziali, camerali e comunali.

I passaggi principali sono:

  • verificare il possesso dell’abilitazione professionale;
  • scegliere il codice ATECO corretto (96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri);
  • aprire la Partita IVA;
  • iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese;
  • richiedere l’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS;
  • gestire l’eventuale posizione INAIL;
  • presentare la SCIA al SUAP del Comune competente;
  • scegliere il regime fiscale più conveniente: scegliere il regime fiscale più conveniente: forfettario (imposta al 5% per i primi 5 anni se si rispettano determinati requisiti, poi 15%), ordinario (tassazione IRPEF progressiva con applicazione dell’IVA e deduzione dei costi effettivi)
  • attivare gli strumenti necessari, come PEC e firma digitale.

 

Per un’impresa individuale, questi adempimenti vengono generalmente coordinati attraverso la Comunicazione Unica inviata telematicamente al Registro delle Imprese. La procedura può comprendere la richiesta della Partita IVA, l’iscrizione camerale, la posizione INPS, l’eventuale posizione INAIL e la SCIA destinata al SUAP.

Codice ATECO parrucchiere: attenzione al codice aggiornato

Il codice ATECO parrucchiere previsto dalla classificazione ATECO 2025 è:

96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri

Questo codice comprende i servizi di acconciatura e barberia. La classificazione ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente per gli adempimenti amministrativi e fiscali dal 1° aprile 2025.

Online potresti trovare ancora il codice 96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere. Tuttavia, questo riferimento appartiene alla precedente classificazione ATECO 2007 aggiornata al 2022.

Di conseguenza, prima di utilizzare un codice trovato in un vecchio articolo, è fondamentale controllare la classificazione vigente.

Se, oltre ai servizi di acconciatura, vuoi vendere prodotti, offrire trattamenti estetici differenti o svolgere altre attività, potrebbe essere necessario inserire codici secondari e verificare ulteriori requisiti.

Leggi anche l’articolo: ISTAT – Classificazione ATECO 2025, per verificare il codice aggiornato relativo ai servizi di parrucchieri e barbieri.

Quali requisiti servono per aprire un salone di parrucchiere

Avere talento, esperienza e una buona clientela non basta. Per esercitare l’attività di acconciatore devi possedere la relativa abilitazione professionale oppure organizzare l’impresa nel rispetto delle regole previste.

La legge stabilisce che, per ogni sede in cui viene svolta l’attività, deve essere nominato almeno un responsabile tecnico in possesso dell’abilitazione professionale. Il responsabile può essere il titolare, un socio che partecipa al lavoro, un familiare coadiuvante oppure un dipendente dell’impresa.

Inoltre, l’attività può essere esercitata in un salone, presso il domicilio dell’acconciatore oppure presso il luogo indicato dal cliente. Tuttavia, devono essere rispettate le disposizioni regionali e comunali applicabili, comprese quelle relative ai locali, all’igiene e alle modalità di svolgimento del servizio.

Prima di firmare un contratto di affitto, quindi, controlla che il locale sia compatibile con l’attività. Un ambiente bello ma non idoneo dal punto di vista urbanistico, sanitario o impiantistico può trasformarsi rapidamente in un costo inutile.

Ti supportiamo

Possiamo assisterti nell’apertura della partita IVA o nella gestione di quella già attiva, fornire consulenza fiscale e supporto nella gestione contabile.

SCIA, SUAP e apertura del salone

Per avviare l’attività è generalmente necessario presentare una SCIA, cioè una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, al SUAP del Comune in cui si trova il salone.

La SCIA comunica all’amministrazione che l’impresa possiede i requisiti richiesti e intende iniziare l’attività. Nei procedimenti automatizzati, la ricevuta telematica consente normalmente l’avvio immediato, fermo restando il potere degli enti competenti di effettuare verifiche e controlli successivi.

Documenti, costi e requisiti specifici possono però cambiare in base al Comune, alla Regione, alle caratteristiche del locale e ai servizi offerti.

Per questo motivo non conviene utilizzare una checklist generica come se fosse valida in tutta Italia. Prima di iniziare, è necessario verificare la pratica richiesta dal proprio SUAP.

Parrucchiere autonomo senza salone: cosa cambia?

Non tutti vogliono aprire subito un locale. Potresti lavorare a domicilio, utilizzare una postazione all’interno di un salone già avviato oppure collaborare con altre strutture.

In questi casi, però, non spariscono automaticamente gli obblighi.

Anche un parrucchiere autonomo senza salone può avere bisogno di:

  • Partita IVA;
  • iscrizione al Registro delle Imprese;
  • iscrizione alla Gestione Artigiani INPS;
  • abilitazione professionale;
  • comunicazioni o pratiche previste dal Comune;
  • un contratto chiaro per l’utilizzo della postazione.

 

Particolare attenzione va prestata all’affitto o affido di poltrona. Non basta accordarsi verbalmente con il titolare del salone. Devono essere definiti correttamente il rapporto tra le parti, gli spazi utilizzati, le responsabilità, la gestione dei clienti e gli adempimenti richiesti dal SUAP.

Inoltre, il rapporto deve essere realmente autonomo. Se lavori con orari imposti, strumenti del salone, prezzi decisi da altri e nessuna vera autonomia organizzativa, potrebbe nascere un problema di corretta qualificazione del rapporto.

Regime forfettario parrucchiere: conviene davvero?

Il regime forfettario parrucchiere può essere una soluzione interessante, soprattutto quando inizi con una struttura leggera e costi limitati.

Attualmente, il regime è accessibile alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti, tra cui il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi annuali.

Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è normalmente pari al 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e per i quattro successivi quando vengono rispettate le condizioni previste per le nuove attività.

Tuttavia, “forfettario” non significa automaticamente “più conveniente”.

Il punto critico è semplice: nel regime forfettario il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo tutti i costi effettivamente sostenuti. Viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi.

Di conseguenza, il regime può essere meno vantaggioso se devi sostenere spese elevate per:

  • affitto del salone;
  • ristrutturazione;
  • arredi;
  • lavatesta e postazioni;
  • prodotti professionali;
  • utenze;
  • personale;
  • attrezzature;
  • pubblicità.

 

Un parrucchiere che lavora da solo in una postazione già attrezzata ha una situazione molto diversa da chi investe decine di migliaia di euro per aprire un salone completo.

Per questo motivo la scelta deve partire dai numeri, non dalla popolarità del regime.

Leggi anche l’articolo: Regimi fiscali: cosa sono e quali scegliere?

Regime ordinario: quando può avere più senso

Il regime ordinario richiede una gestione contabile più articolata. Tuttavia, consente di considerare i costi effettivi deducibili e, quando previsto, di detrarre l’IVA sugli acquisti.

Può quindi essere più adatto se:

  • devi ristrutturare il locale;
  • acquisti molte attrezzature;
  • sostieni un affitto elevato;
  • prevedi di assumere personale;
  • hai costi importanti per prodotti e materiali;
  • pensi di superare rapidamente i limiti del forfettario.

 

In altre parole, pagare un’imposta percentualmente più bassa non basta per definire un regime conveniente. Devi valutare quanto reddito imponibile viene calcolato, quali costi puoi recuperare e quale sarà la struttura reale dell’attività.

Come può aiutarti Business Solutions Lab

Aprire un salone significa prendere decisioni ogni giorno: gestire gli appuntamenti, scegliere i prodotti, controllare il magazzino, comunicare sui social e offrire ai clienti un servizio di qualità.

A tutto questo si aggiungono contabilità, contributi, fatture e scadenze.

Business Solutions Lab può aiutarti a:

  • aprire correttamente la Partita IVA Parrucchiere;
  • individuare il codice ATECO aggiornato;
  • scegliere il regime fiscale più adatto;
  • gestire gli adempimenti camerali e previdenziali;
  • organizzare contabilità e fatturazione;
  • monitorare imposte, contributi e scadenze;
  • ricevere assistenza durante la crescita dell’attività.

 

In questo modo puoi concentrarti sul tuo lavoro, mentre la parte fiscale e amministrativa viene gestita con un’impostazione chiara fin dall’inizio.

Domande frequenti

Quando un parrucchiere deve aprire la Partita IVA?

Un parrucchiere deve aprire la Partita IVA quando lavora in modo abituale, continuativo e organizzato. Non dipende esclusivamente dal numero di clienti o dal fatturato raggiunto.

Con la classificazione ATECO 2025, il codice di riferimento è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri. Il precedente codice 96.02.01 appartiene alla vecchia classificazione.

Sì, un parrucchiere può aderire al regime forfettario se rispetta il limite di ricavi e gli altri requisiti previsti dalla normativa. Tuttavia, prima di sceglierlo è necessario valutare i costi effettivi dell’attività.

Generalmente sì. L’attività di acconciatore viene normalmente esercitata in forma di impresa artigiana e comporta l’iscrizione alla relativa gestione previdenziale.

Sì, la legge consente di svolgere l’attività anche presso il domicilio dell’esercente o presso il luogo indicato dal cliente. Devono però essere rispettate le disposizioni regionali e comunali applicabili.

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